Tristezza&Malinconia

o

il più solo solissismo George di tutti tutti i tempi”

di

Bonn Park

tristezzamalinconia

Un testo che tesse un’elegante riflessione sulla vita e la morte sull’unicità dell’esistenza sul narcisismo dell’amore e sul disincanto di un impegno che si sgretola quando ci si sente addosso il peso di miliardi di anni. Una mise en espace esemplare … Un’altra delle perle di questa edizione del decennale di Short Theatre.”

Alessandro Paesano cultura.gaiaitalia.com

…una performance che sembra un paradosso continuo con le sue situazioni sempre al limite, con la placida indolenza delle sue espressioni mai consolidate, anzi quasi buttate lì per caso ad ogni scambio ma, invece, profondamente centrate… Una drammaturgia intelligente ed esuberante che molto bene si accorda alle semplici ed efficaci soluzioni sceniche adottate, e che è valorizzata dalla sintonia dei capaci interpreti.“

Valentina de Simone paneacquaculture.net

un progetto di e con Lea Barletti e Werner Waas e con la partecipazione di Simona Senzacqua

traduzione di Alessandra Griffoni

prodotto dalla
Compagnia Barletti/Waas nell’ambito di Fabula Mundi – Playwriting Europe

e in coproduzione con AREA 06 e ItzBerlin e.V.

Durata: 1 ora

Narratrice: Come ti si può rendere felice, George?

George il Solo: Vorrei tanto morire. Nella conca di sabbia in cui sono nato. Con vista sul mare. In pace e al tramonto.

Narratrice: Purtroppo non è possibile.

George il Solo: Okay.

Da “Tristezza & Malinconia o il più solo solissimo George di tutti tutti i tempi” di Bonn Park

SULLO SPETTACOLO:

C’era questa tartaruga alle Galapagos chiamato Lonesome George. Fu l’ultimo della sua specie. Non ha più nulla da fare. Non biologicamente perché non c’è nessuno con cui riprodursi né politicamente o né per qualsiasi altra cosa. Solo due settimane dopo che Bonn Park ha iniziato la scrittura di questo testo, nella vita reale Lonesome George è morto.

Nel testo invece George vorrebbe tanto morire, ma questo appunto non è possibile: così almeno gli dice la sua compagna in scena, nonché narratrice e demiurga. E’ dialogando con lei che George fornisce informazioni su di sé e sulla sua vita lunga quanto il mondo, che intraprende tentativi di nuovi esordi, nuovi accoppiamenti forzati, nuovi viaggi, mentre cambia forma e identità o contempla ripetutamente favole eterne di principi e principesse o si abbandona ad osservazioni filosofiche che girano su se stesse. Questo racconto parla di tempo, di mondo, di temi caldi, di amore, di odio, di lacrime, di tutto.

Forse si tratta di un elogio della depressione, forse il tutto è un depressivo divertissement o un depressivum filosofico. Certo è che mentre George traccia i suoi sentieri, il tempo passa e apparentemente non succede nulla. E’ un ritratto della nostra comune apatia tutta contemporanea dell’essere, del disincanto di noi animali umani svagati e filosofici perché coscienti, fin troppo, della nostra innata precarietà. Una vera e propria specie in estinzione.

qui un link ad una critica: critica-park

qui un link a una intervista per il Short Theatre Festival, Rom / her der Link zu einem Interview beim Short Theatre Festival in Rom  https://www.youtube.com/watch?v=iLXHHfFMgy0

e qui un video completo dello spettacolo / und hier zu einer Videoaufzeichnung des Stücks: http://www.e-performance.tv/2015/10/tristezza-o-il-piu-solo-solissismo.html

e qui una breve intervista all’autore su Fabula Mundi / und hier ein kurzes Interview mit dem Autor zu Fabula Mundi https://www.youtube.com/watch?v=Poh-LbNXsqg

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